Territorio
Castelli e dintorni
Foto: Andrea Pistocchi - Testi: Alessia Di Stefano
Tra boschi rigogliosi e sorgenti di acqua limpida, all’ombra di vette frastagliate, sorge il piccolo borgo medievale di Castelli.
Una manciata di case arroccate su uno sperone eroso dall’acqua e dal tempo, estrema propaggine del Monte Camicia, Castelli ha da sempre costituito attrattiva privilegiata per il turismo culturale italiano ed internazionale.
Il borgo e la ceramica
Il piccolo centro montano diventa celebre in tutto il mondo grazie alla sua gloriosa tradizione ceramica, che già a partire dal 1500 si fa apprezzare presso le più grandi casate nobiliari italiane ed internazionali. Castelli si afferma nei secoli come una delle capitali mondiali della ceramica e le sue produzioni arricchiscono i più importanti musei del mondo, dal British Museum, al Metropolitan, all’Ermitage.
Il borgo si snoda tra piccole piazze e vicoletti, nei quali si respira l’aria di un tempo passato, con le botteghe artigiane che ancora oggi producono la preziosa maiolica secondo gli insegnamenti della tradizione.
Passeggiando per il borgo si resta rapiti dallo spettacolo incantevole offerto dal belvedere che si affaccia sui monti. La piazza è dominata da antichi palazzi e dall’austera architettura della Chiesa di San Giovanni Battista, che conserva preziose opere, tra cui la seicentesca pala d’altare di Francesco Grue e antichi affreschi recentemente riscoperti.
Tempio dell’arte castellana è la chiesa di San Donato, “Cappella Sistina della Maiolica”, il cui soffitto interamente ricoperto di mattoni in maiolica costituisce un unicum nel panorama artistico mondiale. La produzione castellana rivive nel Museo delle Ceramiche, che ha sede in un antico convento francescano.
Altro polo di eccellenza è il Liceo Artistico per il Design, già Regia Scuola d’Arte, una delle scuole più antiche d’Abruzzo e tra le scuole d’arte più antiche d’Italia, che conserva al suo interno una ricca raccolta internazionale d’arte ceramica e il Presepe Monumentale di Castelli.
La poesia del borgo di Castelli rivive nei vicoli angusti che si riempiono dei profumi dei piatti della tradizione, nei rossi tramonti all’ombra del “Gigante che dorme”, nel calore dei forni a respiro che riscalda l’anima e avvince il cuore.