Il presepe
Da Castelli a San Pietro
Quest’anno ancor di più del solito, l’allestimento del tradizionale spazio dedicato al Natale in Piazza San Pietro vuole essere un segno di speranza e di fiducia per il mondo intero.
Programma di esposizione
La tradizionale inaugurazione del Presepe e l’illuminazione dell’albero di Natale, quest’anno con l’esposizione del Presepe monumentale di Castelli, si terranno, pur con le limitazioni imposte dalla pandemia, in Piazza San Pietro, venerdì 11 dicembre 2020, alle ore 16,30, fino al 10 gennaio 2021.
La cerimonia sarà presieduta dal Cardinale Giuseppe Bertello e dal Vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Lo stesso giorno, nella mattinata, le delegazioni di Castelli e di Kočevje saranno ricevute in udienza da Papa Francesco per la presentazione ufficiale dei doni.
Segui la diretta dell’inaugurazione sul canale YouTube “Diocesi di Teramo-Atri” e in tv su R115 (canale 115 digitale terrestre per la provincia di Teramo).
Il Presepe monumentale di Castelli
Il Presepe Monumentale, complesso scultoreo di 54 statue, è opera dell’Istituto d’arte di Castelli. Fu realizzato da docenti e allievi nell’arco di 10 anni, tra il 1965 e il 1975. Il direttore Serafino Mattucci affidò questo progetto in particolare ai professori Gianfranco Trucchia e Roberto Bentini, ma il Presepe rimane un’opera corale, frutto dell’impegno dell’intera scuola.
Il primo gruppo a essere realizzato è costituito dalla Sacra famiglia: la Madonna, S. Giuseppe, il Bambinello. L’Angelo, il Bue e l’Asinello sono immediatamente successivi.
Molto importante è la presenza di elementi propri del territorio castellano: la Castellana è riconoscibile per il boccale senza piede con il motivo decorativo tipico della manifattura castellana del 1700, la Bambina stringe una bambola di pezza, la Contadina trasporta sulla testa forme di formaggio.
Il rimando al territorio è evidente anche nell’uso dei cinque colori della cosiddetta tavolozza castellana: giallo, arancio, blu, verde e manganese. Le figure, realizzate in argilla refrattaria, sono semplici dal punto di vista strutturale e ricche nei particolari descrittivi e decorativi.
L’opera sembra trarre ispirazione da epoche e stili diversi, soprattutto di provenienza orientale, ma anche dall’arte rinascimentale, dal neobarocco novecentesco e dall’informale. Fu esposta a Roma nel Natale del 1970 e successivamente a Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv.
Per noi, studenti di oggi, un esempio luminoso di capacità progettuale collettiva. Un’ispirazione e un’aspirazione.